RUMORE
A cura di Manuel Graziani
(...) Chiudiamo con il miglior dischetto del lotto, lo split che vede i mitici NINE POUND HAMMER fare da chioccia ad una promettente band della motor city italiana. (...)

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AUDIODROME (www.audiodrome.it)
A cura di Michele Giorgi
Owensboro vs Torino, Kentucky vs Italia, un match a base di trascinante rock’n’roll dalla inarrestabile carica elettrica con un obbiettivo ben preciso: diffondere il verbo del sacro fuoco che da decenni infiamma il cuore e brucia l’anima degli ascoltatori in ogni angolo del globo. (...)

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FREEWAY Magazine
A cura di Zio Teo
Detroit e Torino hanno due cose in comune: entrambe ospitano una grossa fabbrica di automobili e hanno una popolazione molto propensa ad aggregarsi in fastidiose associazioni denominate rock band. Proprio da Torino arrivano i Kelvins, già colpevoli qualche tempo fa per aver danneggiato le casse dello stereo della redazione con il disco che a suo tempo ci inviarono. (...)

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ACTING OUT n. 2
A cura di Giacomo Bottaro
Un mozzicone di sigaretta ancora fumante rotola tra lo scalpitare di All Star e jeans risvoltati. Due ragazze sorridono, strette nelle loro magliette a righe. Le luci del bar si riflettono a intermittenza sui giubbotti di pelle e sui capelli lucidi di brillantina... da quanto non si sentiva parlare di brillantina eh? Questo è il mondo dei Kelvins, fatto di colori, forme e musica che da tanto, probabilmente troppo, tempo non sentivamo! (...)

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METAL MYTHOLOGIES (www.metalmyths.com)
I miti dell'Heavy Metal
È disponibile da qualche giorno il primo cd dei The Kelvins una band torinese in bilico tra Rockabilly e Rock veloce di stampo americano. (...)

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FUN HOUSE
Da zero a... quattro Kelvins

Attivi sin dalla fine degli anni '90 con il nome di Zerokelvin, la band torinese dopo un cambio di formazione ha virato decisamente il suo interesse verso il punk 'n' roll alla Ramones, esordendo recentemente con l'ottimo "Shake your ass baby!!"

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SPECIALE PUNK / ROCKSOUND
I love Rock 'n' Roll

Tra le miriadi di realtà che caratterizzano la costellazione punk italiana, i Kelvins possono essere considerati senza dubbio una delle migliori espressioni di divertimento e di qualità. Dopo aver supportato per ben due volte i Queers è giunto il momento per il gruppo di Torino del primo album...
Torino città Hardcore? Stavolta non pare proprio, perchè i Kelvins sono ostinatamente legati a un passato rock 'n' roll che pare più attuale che mai. Il filo musicale che lega Elvis a Chuck Berry ai Nine Pound Hammer passa anche dai Kelvins.

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IL CITTADINO di Asti - (Download pdf 230 Kb)

È uscito per la San Martin l'album "Shake your ass, baby!!"
Il ritorno dei "fratelli" Kelvins.
Nel giro di due anni si sono fatti conoscere anche in Giappone!

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From "TROUBLEZINE" webzine (www.troublezine.it)

see the reviewEssendo ormai finito l’anno, è consuetudine tirare le somme di ciò che sono stati dal punto di vista musicale i 365 giorni appena trascorsi, e nella mia personale “classifica” dei migliori dischi italiani del 2005 avevo ormai assegnato il primo posto ai Gerson e al loro “Il Miracolo” (vedi rece).
Ma l’album dei torinesi Kelvins (uscito a fine settembre ma giunto a me solo ora) destabilizza come un terremoto le mie convinzioni.

Fin dal primo ascolto sono stato letteralmente rapito da “Shake Your Ass, Baby!!”, disco di debutto di un quartetto che ha imparato alla perfezione il verbo del punk e del rock’n’roll, e da qualche giorno non posso davvero fare a meno di ascoltarlo. Del resto in estate già avevo avuto modo di vedere la band in azione (di supporto ai Queers, ai Murazzi a Torino, vedi report) e ne ero stato piacevolmente colpito.
Uscito per la San Martin Records (in co-produzione con altre etichette quali la tedesca Devil’s Shitburner Records e le italiane Panc Records e El Paso Records), il disco ci presenta 12 classiche tracce per una classica mezz’oretta in cui il punk e il rock’n’roll ci vengono proposti (alla grande) in tutte le salse: nulla di nuovo insomma, ma si va dal punk easy e poppeggiante di I Need You (pezzo che non sfigurerebbe su un album dei Queers) e di Never Say Never, a quello infuocato di Motorcity Punk Rockers (brano di apertura in cui la voce sembra provenire direttamente da qualche band sudista degli USA), passando per i Rolling Stone (fantastica la cover di Dead Flowers), Elvis e il rock sixties (Twistin’ The Night Away, con special guest Hervè dei Peawees, e That’s All Right, altre due cover che rendono da dio, la prima soprattutto) e chiudendo con un accenno di rockabilly (Wild).
Come ho già detto, musicalmente parlando il disco non presenta nulla che non sia già stato sentito, tanto più che su 12 brani, 3 sono cover: i capisaldi rimangono i Ramones, i Peawees, il r’n’r di Elvis, Buddy Holly, Jerry Lee Lewis e compagnia bella. Ma si tratta di punkrock di ottima fattura, il cd riesce appieno nelle intenzioni del titolo e tanto basta: averne di dischi così!!
Posso sbilanciarmi? Miglior disco dell’anno, ‘accattatevillo!!!!!

From www.staypunk.it

see the reviewDalla grigia Torino spuntano i Kelvins pronti a mettere a ferro e fuoco la città in nome del rock'n roll! 12 pezzi di pura energia che come promette il titolo dell'album ti faranno muovere il culo con i loro ritmi di ramonesiana memoria. Il mio primo ascolto è avvenuto alle 8 di mattina, mentre ancora immerso nel sonno ero stato costretto a mettermi in macchina per sbrigare noiose commissioni di cui immagino non vi fregherà molto, ma il succo è che meglio di un cappuccino i Kelvins mi han dato quella giusta carica per tirarmi su con i loro motivetti orecchiabilissimi, i richiami sixties e gli azzeccati handclapping. L'inizio è di quelli col botto grazie alla tripletta composta da "Motorcity punk rockers", "Lazy P.R." e "Shake"; nella parte centrale si avverte un leggero calo perchè forse tendono un pò a ripetersi ma ci si riprende nel finale con la divertentissima "bubble boy", che sembra provenire direttamente dalla colonna sonora di Grease, con il country punk rock di "that's all right" e la conlusiva "Wild", rnr di quelli massicci che ti entran dritti in testa e nello stomaco. Coprodotto da varie etichette tra cui San Martin records, DSB rec e Panc records questo disco è altamente consigliata per i fan dei fratellini newyorkesi (o dei nostrani Peawees e STP) e per chi ha immolato la propria vita al rock'n roll.

From www.longliverocknroll.it

see the reviewEccomi di nuovo a parlare di un'altra band emergente italiana: The Kelvins e devo sinceramente confessare che ciò mi piace molto. Il perchè è semplice. Quando un gruppo riesce a trasferirti delle sensazioni di benessere già da un primo ascolto e riesce a smuovere le sinapsi, allora vuol dire che funziona.
Shake your Ass, Baby!!! è uno scatenatissimo lavoro di Punk'n'Roll veramente ben fatto. Nessuna presunzione e per questo è bello. Veloce, chiaro, divertente, semplice e gustoso. La freschezza della sempre eterna giovinezza di chi ha nel sangue abbondanti quantità di globuli rossi che trasportano Rock'n'Roll. E sembra proprio che a Iggy, Tony, Ricky e Raffo il sangue si stia sempre più impregnando di rock'n'roll. Questo quartetto di Torino conferma quanto di buono la città dei gianduiotti e delle macchine a motore, dei motociclisti e di una rinascita sempre attesa, riesca sempre a proporre nel campo musicale.
E allora non è necessario perdersi in chiacchiere, come di solito faccio, basta ascoltare Motorcity Punk Rockers che apre Shake your Ass, Baby!!! per comprendere il senso di parole a volte sconnesse. Bel brano, secco e veloce e chi ben comincia... di solito continua... e allora Shake! e perchè non Lazy P.R. e I Need You... Non è facile scegliere un brano rispetto a un altro. Basta lasciare che le canzoni corrano da sole e dopo un classico 'one, two, three, four' si continua a correre con Never Say Never (ma chi è Jane?). I riff sono quelli giusti, senza ricami e orlature da sartoria sinfonica. Tutto procede dritto al cuore e a volte sembra di ascoltare una modernizzata band della metà degli anni '50, come in Bubble Boy o Wild ad esempio. E poi un attimo per parlare del coraggio che i ragazzi dimostrano anche nell'affrontare tre brani di artisti diversi ma storicamente universali: Sam Cooke, The Rolling Stones ed Elvis Presley. Tre brani dicevo, nell'ordine Twistin' the Night Away, Dead Flowers e That's All Right sempre e solo in chiave The Kelvins. Quindi veloci con un approccio diretto e decisamente ben suonati. Operazione ben riuscita e accettabile di questi classici, da un lato per la scelta e l'esecuzione e dall'altro per il piacere nel riascoltare pezzi coverizzati in modo sempre differente.
Adesso non resta altro che procurarvi Shake your Ass, Baby!! di questi 4 ragazzacci: The Kelvins... ne rimarrete soddisfatti. Niente di nuovo, sia chiaro, ma almeno sarà un gran bel divertimento...

Francesco Amato

From www.newspettacolo.com

Hey punk rockers, è arrivato! Parecchio noti in città e non solo, i sabaudi Kelvins partoriscono il loro debut album: dodici trascinanti pezzi di divertente punk rock con spiccato retrogusto rock 'n' roll. Buona la miscela esplosiva, buona l'esecuzione. La preparazione è lunga e si sente (numerosissime date, tour e palchi condivisi con The Queers, Manges, Peawees, Nashville Pussy, Thee S.T.P. e mille altri). Insomma, è come farsi un giro con i Ramones, ma anche con Buddy Holly, impegnati persino a coverizzare gente come Sam Cooke, Big Boy Crudups, e Rolling Stones. L'enorme ciuffo brillantinato copre magistralmente perfide cornificazioni sataniche: è la sorte del rock 'n' roll sincero, come questo. Molto gradevoli anche le contaminazioni più roots chili peppers. Stampa la San Martin Records, giovane etichetta piemontese con buoni colpi in canna pronti da sparare. Motorcity Punk Rockers.

Claudio Besia

From "TROUBLEZINE" webzine (www.troublezine.it)

5/7/2005: The Queers + The Kelvins @ C.S.A. Murazzi, Torino (scritto da MaxRozzo il 11/07/2005)

Quello di cui mi appresto a parlare non è stato un concerto come tutti gli altri: a parte i motivi diciamo personali (gamba rotta e stampelle: non mi era mai capitato di trovarmi sotto un palco in queste condizioni), che già lo hanno reso particolare, e a parte il fatto che sul palco c’era una delle mia band favorite in assoluto, i Queers, alla fine di questo gig mi sono sentito così bene, così felice che ancora a distanza di qualche giorno non faccio altro che pensare allo spettacolo cui ho avuto la fortuna di assistere.
Era la quinta volta che vedevo le checche, e se vogliamo anche essere pignoli non è stata nemmeno la migliore (perché il concerto del Leonka del 2002 con Vapid e Wimpy resterà per sempre qualcosa di inavvicinabile), eppure uscendo dai Murazzi alle 2 di notte mi sono sentito come sollevato, perché questa sera dopo mesi e mesi sono tornato ad assaporare il significato vero della parola punkrock, quello insegnatoci e tramandato dai fratellini. Significato che ormai, ai giorni nostri, purtroppo ben poche band sembrano avere presente, troppo prese dall’apparire cool, dal vestire alla moda, dal fare sfoggio di ultra tecnica nel suonare ed altre cacate simili che con il punkrock nulla hanno a che vedere (inutile fare nomi perché mi riferisco al 99% delle band uscite in questi ultimi anni; per non parlare di quelle che con il passare del tempo si sono ridicolizzate, vedi Epitaph-people tanto per prendere un esempio a caso tra il vasto campionario a disposizione). Per fortuna in giro ci sono ancora personaggi come Joe Queer, capace di farmi emozionare oltre ogni misura con la sua semplicità, con la sua disponibilità e soprattutto con la sua musica, suonata veloce, diretta, sporca, senza stare troppo a badare che ogni piccola nota sia al suo posto, perché quando si suona con il cuore come hanno fatto lui e la sua band stasera, la tecnica e la precisione possono andare affanculo. Ma andiamo con ordine.

Ad aprire la serata ci pensano i Kelvins, gruppo di casa che non conoscevo ma che mi è piaciuto un bel po’, con il loro punk’n’roll diretto e senza tanti fronzoli. Il quartetto sta sul palco poco più di mezzora e certamente non stanca, anzi impreziosisce la propria prova con una bella versione di Judy Is A Punk dei Ramones (ma c’è bisogno di dire di chi è?). Mi colpisce soprattutto il batterista, che oltre a suonare davvero bene, ha delle movenze piuttosto assurde e spesso si alza a suonare in piedi.
Finiti i Kelvins scambiamo 4 chiacchiere al banchetto con Joe, che si ricorda pure dell’intervista fatta l’anno scorso in quel del The Field a Carpaneto. Foto con lui e Phillip (bassista, ex-Teen Idols e ex-Screeching Weasel) e poi i due salgono on stage, accompagnati dal batterista Dave, già con loro nella passata turnè e richiamato all’ultimo dopo gli scazzi tra Joe e Andy dei Dangerfield (che avrebbe dovuto essere il batterista per questo tour). Io, nonostante le stampelle e un po’ di dolore, non posso fare altro che piazzarmi ai piedi di Joe, a vedermi il concerto da dietro non ci penso nemmeno.L’inizio è una sorpresa perché attaccano niente di meno che con Rock’n’Roll Radio: certamente figo come inizio, però… però io ho una voglia matta di sentire i Queers e le loro canzoni, ed è solo quando Joe attacca con il giro di No Tits che sento qualcosa che scatta dentro di me e che fa salire l’esaltazione a livelli record.

Di qui in avanti ha inizio un’ora abbondante di musica come raramente in passato ne ho viste: forse solo il concerto dei Ramones può essere paragonato a questo, ma almeno lì c’era C.J. che dava il one-two-three-four tra una canzone e l’altra. Qua no: una song non fa in tempo a finire, che subito Joe parte con il giro di quella successiva, praticamente senza un attimo di sosta. Pazzesco. Il tutto senza che sul palco ci sia uno straccio di scaletta.
Ce n’è per tutti i gusti: vecchie song (Brush Your Teeth, Kicked Out Of The Webelos, Tulu Is A Wimp, I Want Cunt, I Met Her At The Rat, quest’ultima sentita davvero con piacere, perché non è certo un classico dei loro live), immancabili hit (LoveLoveLove, I Hate Everything, I Only Drink Bud, Monster Zero, Another Girl, You’re Tripping, Hi Mom It’s Me, Granola Head, I Live This Life, Teenage Bonehead) e una lunga serie di cover: My Old Man’s A Fatso dei samoani, SLUG (uno dei più bei brani dei Ramones secondo me, ha una melodia da far venire le lacrime), Get Over You degli Undertones e l’accoppiata Murder In The Brady House – Like A Parasite che scatena un bel degenero (gli Screeching sono gli Screeching…) e che mi impegna a mantenere la posizione a costo di qualche stampellata rifilata ai più esagitati. Menzione speciale merita Debra Jean, una delle più dolci love song che esistano.
Il concerto è tutt’altro che finito e prosegue senza sosta con due brani tratti da “Pleasant Scream” (Get A Life & Live It Loser e See Ya Later Fuckface) che a tutt’oggi rimane l’ultimo album uscito, split coi Manges a parte. Prima di una piccola pausa c’è ancora una scarica da brivido: Punk Rock Girls, Ursula Finally Has Tits, Fuck This World e l’immancabile This Place Sucks. Mezzo minuto di pausa (durante il quale Dave manco si muove da dietro la batteria) e si riprende sulla stessa lunghezza d’onda dell’ora precedente: Tamara Is A Punk, Born To Do Dishes (altro brano recuperato abbastanza a sorpresa), la splendida cover The Kids Are Alright (degli Who) e degna chiusura con Rockaway Beach e con un’altra This Place Sucks, introdotta dal classico “We’re the fucking Queers motherfucker!!!”.
Alla fine le canzoni sono 35, per un totale di poco meno di 70 minuti di show. C'è bisogno di dire altro?
Credo che tutti i fan dei Ramones (quelli veri, quelli la cui vita è stata segnata in maniera indelebile ed incancellabile dai fratelli di Forest Hill, non quelli che non vanno al di là di Sheena o Blitzkrieg) e dei loro grandi epigoni ormai scomparsi (che siano Screeching Weasel, che siano Riverdales, che siano Huntingtons, che siano Gambe di Burro...) dovrebbero fare un monumento al buon Joe e ai suoi Queers, una delle poche band rimaste sul pianeta a suonare con lo spirito e la passione del punkrock più genuino.

From sanmartinrecords.it

15/05/04: Thee S.T.P. + The Kelvins @ C.S.A. Murazzi, Torino

"Grandi" questa è stata la prima cosa che mi è venuta in mente ieri sera dopo aver assistito al concerto tenutosi al c.s.o.a. Murazzi. Grandi perchè ieri sono saliti sul palco due gruppi che merita veramente vederli e stò parlando dei KELVINS e degli STP entrambi band piemontesi la prima ancora un pò sconosciuta, la seconda gia con un discreto bagaglio musicale (live e non solo) alle spalle. La prima band a salire sul palco (a mezzanotte circa) è stata quella dei torinesi Kelvins e già dalle prime note non mi sembra di assistere a un gruppo che non ha ancora sulle spalle un vero e proprio cd. Mi trovavo davanti un quartetto che in giro di pochi minuti ha richiamato sotto il palco un bel pò di gente che stava fuori dal csoa (probabilmente ad aspettare gli STP). La loro disinvoltura nel suonare, nonostante la voce non si sentisse tanto per via della spia un pò scarsa, mi ha fatto venire in mente i Ramones(di cui si sono esibiti anche in un loro pezzo) con tendenze surf e riff come condimento di un bel suono. Il loro concerto non dura tantissimo ma da il tempo di assaporare canzoni come I Need, Twistin The Night Away, Bad Boy e Shake l'ultima della loro esibizione (dedicata a un loro amico che si sposava) conclusasi tra gli applausi del pubblico. Neanche il tempo di far riposare le orecchie e dopo cinque minuti salgono sul palco gli STP band ben più nota rispetto ai Kelvins e che rispetto ai precedenti ha una carica in più, dei veri e propri animali da palcoscenico. La band dei Metius e Stiv nonostante l'assenza dell'atro chitarrista (Casey) non delude mai le loro canzoni constrassegnate dal loro rock'n'roll misto punk alla Ramones unite a un grande effetto scenico ti fanno venire una voglia matta di suonere pure a te. Il loro concerto è semplicemente strepitoso sono riusciti a dare spettacolo alla grande proponendo un ampia carrellata dei loro pezzi migliori quali Lazy Liza, Brand new BMW, STP e altre tra le queli cover dei Ramones e dei Rolling Stones e anche due inedite il tutto suonato molto bene (nonostante Metius si sia più volte lamentato della spia che non si sentiva). Già è stato proprio un bel concerto di quelli che ti rimangono dentro e che ti paicerebbe vedere sempre, due ore intense di musica punk a tutto volume suonato alla grande da due grandi gruppi.
Paolopw77

INTERVIEWS

From "TROUBLEZINE" webzine (www.troublezine.it)

Ciao Ragazzi, dato che siete una band relativamente nuova, partiamo con una presentazione classica: chi siete, da dove venite, cosa suonate...
Hey!! Ciao!! Ci chiamiamo Kelvins, veniamo da TORINO e cerchiamo di suonare un qualcosa che assomiglia al Rockkkenrolle.

Vogliamo anche fare una veloce storia della band?
I Kelvins nascono nel 2003 dalle ceneri degli Zerokelvin. Prima Tony suonava la batteria, e ha riscoperto nel basso un nuovo amore, e a dir la verità anche noi, abbiamo sempre avuto problemi coi bassisti precedenti, poi è arrivato Raff, reclutato alla fine della sua satura ormai storia col metal. Da li siamo partiti credo come tutti, primi pezzi nostri e poi, eccoci qui..

Da qualche mese è uscito il vostro primo cd, “Shake Your Ass, Baby!!” (recensito QUA): ne siete soddisfatti?
Come potrei dire di non esserlo. E nato per gioco, lo abbiamo registrato in tre giorni e da li via con recensioni positivissime ovunque, in Italia e in Europa dove siamo seguiti dalla Devil Shit Burner (Marky Ramone, Texas Terry Bomb, Bad Dog Boogie) che ci sta dando una mano a trovare qualche data con band di un certo livello, vedi Queers, Nashville Pussy, Motorhead (saltata per i problemi di Lemmy che tutti conoscono).
Il disco sta vendendo discretamente bene.... Se devo esser sincero, ci speravo, ma non mi aspettavo tanto.

A me personalmente è piaciuto davvero un sacco: direi che il vostro è un sound a metà tra Manges e Peawees, con un perfetto equilibrio tra punkrock a la Ramones e il r’n’r più classico. Siete d’accordo?
Ti ringrazio tantissimo, sei il primo che è riuscito a scoprire quello che per lo più avevamo in testa in quel periodo. Direi che ci hai preso in pieno, sono lusingato, sopratutto per i due gruppi citati che sono nella top ten della mia personale classifica.
Abbiamo cercato di dare questa impronta al nostro disco, provando a miscelare tutto quello che ascoltiamo e ci piace, moltissimo PunkRock e tonnellate di Rock'n'roll, unica nostra fonte di vita, da qui Shake your ass Baby!! Chiaro che potrei citare altri mille nomi, ma sicuramente loro sono tra i primi, non dimenticherei però la carovana di gruppi e artisti che ascoltiamo legati al 50-60, hanno influito e influiranno sempre più.

La promozione del cd come sta andando? Avete delle date in programma?
Si qualcosa si muove... Abbiamo da segnalare un po di date, anche se un TOT sono in via di conferma, per ora siamo il 18-02 al Soundfactory con i Those Fourious Flames il 9-03 allo Spazio 211 per una festa Rock'n'roll, il 10-03 a Firenze C.P.A. con i Mojomatic, il 14-15-16-17 Aprile siamo in tour in Germania e Svizzera di supporto ad una band che non cito per scaramanzia, 13-05 siamo alla Skaletta con i Retarded per la prima festa Rockindays, mentre per il resto seguiteci dal sito, li le date sono aggiornate.

Voi venite da una città conosciuta soprattutto per la sua scena hc, sia passata che attuale. E a punkrock come siamo messi?
A punkrock siamo messi discretamente bene di questi tempi. In passato seguivo solo un gran gruppo di Torino, i Boyz Nex'Door, ora che si sno sciolti posso dire che ci sono un paio di gruppi PunkRock o meglio, Rock'n'roll, con cui siamo parecchio amici in città, i mitici Bad Dog Boogie e i Motorcity Looser; poi ti dico, sono abbastanza informato sui movimenti cittadini HC, ma se devo dire che mi interesso sarei bugiardo, a Torino di HC seguo solo Woptime, e Redrum.

Della scena italiana invece cosa ne pensate? Che band apprezzate? E c’è qualcuno con cui vi piacerebbe condividere il palco?
Ti dirò, ultimamente mi sembra in netta ripresa, poi sai, magari è un fuoco di paglia, ma dubito. Sicuramente a Torino non sarà così, ora sta per uscire, sempre su San Martin, il nuovo dei Bad Dog Boogie che si intitolerà "Hijo de Puta" e credetemi sarà una bomba, avremo da lavorare per dei mesi sulla promozione! Come band posso citare personalmente, beh, Peawees, Manges, Mojomatics, S.T.P., Retarded, Duffers... Direi quindi che spererei di risuonare con tutti..

Invece del pubblico italiano cosa ne pensate? (Chiedo questo perché ultimamente mi è capitato di assistere ad alcuni concerti con situazioni di pubblico – poco numeroso o disinteressato – davvero imbarazzanti)
Ma, retoricamente ti potrei dire, posto che vai gente che trovi; sicuramente il comportamento più in voga oggi è quello di lamentarsi che in giro non c'e mai nulla e poi appena si organizza qualcosa non c'e mai nessuno; secondo me varia in base alla scena del posto, non credo che e tu vada in Scaletta abbia problemi di questo tipo per esempio.

Progetti per il futuro?
Beh, ora abbiamo un tot di date in Italia e altre in arrivo per promuovere al meglio l'album, ad aprile facciamo un piccolo tour di nuovo in Germania e Svizzera con un gruppone che non dico per scaramanzia, e poi, disco nuovo, disco nuovo e disco nuovo! E' quasi pronto, abbiamo lavorato a "Shake Your Ass, Baby!!" per tanto, e nel momento in cui lo abbiamo registrato avevamo già della roba nuova pronta su cui lavorare. Il disco nuovo sarà veramente selvaggio, credetemi, non vedo l'ora!!

Ok, è tutto: grazie per la disponibilità e in bocca al lupo!

Max Rozzo

 
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